“Ciao Mirco scusami se ti disturbo, ti chiedo un piccolo aiuto magari conosci qualcuno che può aiutarci… con l’Associazione di volontariato i folletti di Lesignano stiamo cercando tablet o cellulari in regalo da poter donare all’ospedale affinché li possano usare per far comunicare i pazienti con i loro cari ♥️”

“Stiamo cercando di recuperare vecchi cellulari e tablet per permettere di aiutare a risolvere uno dei grossi problemi emotivi di chi è in terapia: la lontananza, il non poter comunicare con i parenti […] Hai idee e suggerimenti per superare problematiche tecniche?”

Sono stati prima Francesca e subito dopo Andrea, due amici e volontari dell’associazione I Folletti Onlus, ad inviarmi questa richiesta di aiuto che per ben due volte in poche ore mi ha portato a riflettere su un dramma nel dramma: la solitudine dettata dall’allontanamento e dall’isolamento forzato tra chi è positivo al Covid-19 e i propri cari. Isolamento vissuto nei reparti degli ospedali e nelle RSA, dove tantissimi anziani si trovano soli a combattere contro qualcosa che fa davvero paura senza qualcuno di caro che possa stringere loro la mano o semplicemente infondere un pò di speranza con uno sguardo ed un sorriso.

Questo maledetto virus porta avanti la sua battaglia su più fronti: da un lato mina la salute delle persone e dall’altro cerca di distruggere la nostra umanità, le nostre relazioni e i nostri affetti.

E così, da quelle due richieste di aiuto, tutto ha avuto inizio. Negli anni, svolgendo il mio lavoro, sono arrivato a credere e capire che uno degli usi più nobili e belli della tecnologia è quello di unire le persone ed aiutarle a comunicare nonostante una società sempre più globale, distribuita e frenetica. Una tecnologia, insomma, che unisce (o riunisce) le persone nonostante le distanze fisiche, a volte obbligate come in questo scenario apocalittico che stiamo vivendo.

Da soli però possiamo fare ben poco e questo l’ho imparato negli anni, lavorando sul campo in diversi progetti, alcuni dei quali ad alto impatto sociale. Ci vogliono le persone giuste e ci vuole una rete attiva e coordinata, pronta a lavorare per un obiettivo comune. E’ stato quindi immediato ed istintivo inoltrare la richiesta ad Adam e Andrea, carissimi amici e colleghi di lavoro, con i quali sto condividendo uno dei progetti più entusiasmanti ai quali ho avuto il piacere di lavorare in questi ultimi anni.

E’ stato come sfondare una porta aperta. Quando parli di certi problemi con persone dal cuore grande non puoi che innescare un effetto catena dai risultati imprevedibili. In poche ore è così nato un gruppo di lavoro su WhatsApp e in un paio di giorni si è creata una vera e propria task force che abbiamo chiamato Operazione Tablet: io, Adam, Andrea A., Daniele, Andrea F., Francesca, Gloria, Federica, Alessio ed Enza, la presidentessa dell’associazione.

Tra di noi non tutti ci conosciamo di persona ma la regola dei 3 gradi di separazione ha fatto il resto: sin da subito l’entusiasmo e la voglia di aiutare chi in questo momento è più debole e solo ha fatto il resto. Persone uniche, dal cuore molto grande, animate da una vocazione indiscutibile a voler essere di aiuto al prossimo. Mi sembra già di conoscerli tutti da una vita e quando avremo occasione, finito questo isolamento, di incontrarci intorno ad un tavolo sono pronto a scommettere che sarà un grandissimo momento di festa.

Ciascuno di noi ha messo in campo le proprie abilità: chi ha fornito contatti, chi si è occupato della parte di comunicazione e della parte grafica, chi sta seguendo la parte tecnica, chi ha organizzato logisticamente l’intera operazione e chi si è preoccupato di creare manuali e istruzioni per i donatori di tablet e smartphone . Senza di loro nulla di tutto quanto sta succedendo sarebbe stato possibile.

E’ un onore assoluto, come MF Labs, sostenere ed appoggiare questa task force che operativamente ha già iniziato a dare i suoi frutti. Nei giorni scorsi sono arrivati in ufficio da noi i primi tablet donati da chi ha subito risposto a questo appello. Alcuni li abbiamo già configurati e sono pronti a partire verso le prime strutture che ne hanno fatto richiesta: Villa Pigorini di Traversetolo, l’Ospedale di Melegnano e il San Luigi di Torino. Altri dispositivi sono già operativi presso l’ospedale di Parma dove grazie al personale medico (che sta facendo molto di più di quanto richiesto) stanno permettendo agli anziani in isolamento di restare in contatto tramite delle videochiamate con i propri cari a casa.

Sono sicuro che questo è solo l’inizio di una bellissima storia e in questo momento c’è bisogno di storie belle e positive, che possano riempirci il cuore di speranza verso un futuro migliore.

Un grazie di cuore ai miei amici che hanno risposto così calorosamente a questo appello e a quelli che hanno pensato di coinvolgermi in questo meraviglioso progetto. Un infinito grazie, inoltre, a quanti hanno già dato disponibilità aderendo al progetto e donando dispositivi. Adesso è ora di rimboccarci le maniche e spingere al massimo sull’acceleratore. Siamo tutti folletti. Avanti tutta!

Mirco

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