Il 10 giugno 2026, all’Antica Tenuta Santa Teresa di Parma, si è tenuto un pomeriggio diverso dal solito. Con le consulte Informatica e Web e Comunicazione del Gruppo Imprese Artigiane abbiamo organizzato il convegno “L’AI per il lavoro quotidiano: strumenti a confronto, esempi e casi d’uso” e nel titolo troviamo già l’idea centrale di questo evento: nessuna teoria astratta, nessuna visione futuristica. Solo strumenti reali, esempi concreti, cose che si possono portare in azienda il giorno dopo.

La scintilla: creatività aumentata

Ad aprire i lavori è stato il presidente del GIA Giuseppe Iotti, con un invito a guardare all’intelligenza artificiale con curiosità e pragmatismo. A seguire, in collegamento da Londra, il nostro ospite d’onore Raffaele Gaito, fondatore di IA360 e una delle voci più lucide del panorama italiano sull’AI.

Il suo concetto chiave? Creatività aumentata. L’intelligenza artificiale non deve sostituire il pensiero umano, deve amplificarlo. Deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo. Uno dei suggerimenti più pratici dell’intera giornata: usare l’AI come “avvocato del diavolo” in un processo di brainstorming, chiedendole di smontare le nostre idee, trovare i punti deboli, mettere alla prova quello che stiamo costruendo prima che lo faccia il mercato. Oppure applicare la tecnica dei “sei cappelli pensanti” di Edward De Bono, trasformando il chatbot in un partner per analizzare strategie da angolazioni diverse.

Semplice. Potente. Immediatamente applicabile.

Il mio intervento: qualche riflessione controcorrente

Ho portato il mio contributo con un breve talk focalizzato su come l’AI possa supportare la creazione di documenti e presentazioni professionali, ma ho voluto condividere con il pubblico anche alcuni pensieri che mi stanno molto a cuore e che nascono dalla mia esperienza diretta sul campo. Primo su tutti: non dobbiamo usare l’AI per forza e come scelta obbligata. Vedo infatti con sempre maggior frequenza persone che partono dal presupposto che oggi ogni task debba essere affrontato con strumenti di intelligenza artificiale. Ci sono contesti in cui diventa un acceleratore imprescindibile, e altri in cui la strada più conveniente, in termini di tempo, costi e risultati, è semplicemente quella tradizionale. Saper scegliere, caso per caso, è già di per sé una competenza che oggi diventa sempre più necessaria.

Ho poi messo in guardia da una trappola in cui è più facile cadere: la corsa continua all’ultima versione, al modello più potente, allo strumento appena uscito. I costi crescono, le novità si moltiplicano, e il rischio concreto è di restare perennemente in superficie, a saltare da una versione all’altra senza mai padroneggiare davvero nulla. La velocità con cui tutto evolve oggi non ci lascia il tempo di diventare esperti di qualcosa prima che quel qualcosa cambi di nuovo.

La risposta, a mio avviso, non è rincorrere ma scegliere. Identificare la tecnologia che fa per noi, consolidarla, approfondirla, spremerla. E sviluppare la capacità di capire quando usare un tool invece di un altro, gestendo in modo consapevole costi e consumo di risorse. Sarà un’abilità sempre più importante per fare la differenza e sfruttare al meglio questa rivoluzione in corso.

Dagli agenti operativi ai casi aziendali

Davide Morante ha mostrato come gli strumenti AI più recenti, con particolare focus su Claude Cowork, stanno evolvendo ad agenti operativi capaci di lavorare sui file aziendali, analizzare documenti, esaminare pagine web e supportare attività di ricerca e sviluppo commerciale.

Alessandro Riccomini ha poi aperto la porta al mondo della generazione di immagini e contenuti creativi. Fabrizio Montali ha affrontato un tema spesso trascurato ma fondamentale: privacy, sicurezza e utilizzo consapevole dei dati. Perché innovare bene significa anche innovare in modo responsabile.

A chiudere il pomeriggio è stato Luca Bellaro, che ha presentato al pubblico un caso aziendale reale in cui un agente AI assume il ruolo di project manager digitale, automatizzando attività che fino a poco tempo fa richiedevano molte ore di lavoro a settimana.

Quello che mi porto a casa

Ogni volta che costruiamo eventi come questo, torno a casa con la stessa convinzione rafforzata: l’AI non è il futuro, è già adesso. La aziende hanno voglia di saperne di più ma nello stesso tempo si sentono frastornate e frenate dai rapidi e continui mutamenti del settore. La vera sfida non è adottarla a tutti i costi, ma farlo con criterio, con consapevolezza e con una strategia che abbia senso per la propria realtà.

Il livello di curiosità e interesse nella sala era palpabile. Le domande erano concrete, i dubbi erano quelli giusti. E questo, per chi lavora ogni giorno per portare innovazione nelle PMI del territorio, è la soddisfazione più grande.

Un grazie di cuore a tutti i relatori, ai partecipanti e a Banca Valsabbina, presente all’evento con il direttore della filiale di Parma Sergio Giuranno, per il prezioso supporto nell’organizzazione di questo convegno. Infine, un grandissimo ringraziamento a Chiara Minetti del GIA senza il cui supporto logistico e organizzativo nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.

Se vuoi capire come MF Labs può aiutarti a introdurre concretamente l’intelligenza artificiale nella tua impresa, scrivici. Siamo qui per questo.

Mirco

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